Tramite la fotografia analizzo le contraddizioni del mondo contemporaneo. Mi interessa tutto ciò che altera un equilibrio apparente: relazioni inattese, tensioni, dettagli fuori posto, elementi che interrompono la regolarità dello spazio e dell’immagine.
Anche un dettaglio minimo può trasformarsi nell’origine di un progetto e diventare il punto di partenza per una riflessione visiva più ampia. Attraverso serialità, geometria, frontalità e ripetizione costruisco composizioni essenziali nelle quali piccoli scarti percettivi modificano il modo di osservare la scena e introducono elementi di dissonanza all’interno di strutture apparentemente ordinate.
Partendo da situazioni reali, trasformo luoghi e contesti quotidiani in immagini sospese, dove ordine e imprevedibilità convivono continuamente. Mi interessa quell’immagine che, oltre la propria costruzione estetica, riesce a generare una domanda aperta o una lieve alterazione percettiva nello sguardo di chi osserva.
Non cerco immagini spettacolari, ma situazioni capaci di rallentare lo sguardo e mettere in discussione, anche solo per un istante, automatismi visivi e comportamentali del vivere contemporaneo.