Amo l’Asfalto
Odio l’Asfalto
Affermazioni così estreme ed opposte rispecchiano emozioni contrastanti evocate dallo stesso elemento.
Negli anni ’60 il ragazzo della via Gluck ci avvertiva che il cemento e l’asfalto distruggevano l’erba, i prati, la vita… nello stesso momento il roboante boom economico ci ammaliava e ci mostrava l’asfalto buono, quello del progresso, dell’ordine e della velocità.
Un’evidente ambiguità.
Allo stesso modo ci viene spontaneo accostare il Delta del Po all’idea di un ambiente naturale e selvaggio, ma ad una più approfondita indagine scopriamo che il delta, nella sua delicata bellezza, è un ambiente dalla struttura artificiale, così conformato perché l’uomo l’ha modellato e mantenuto e utilizzato.
Un’evidente ambiguità.
Quante volte ho fotografato il Delta del Po escludendo dall’immagine la strada asfaltata, girando lo sguardo, ruotando il corpo, piegando la macchina, ho tagliato il bituminoso elemento per non tradire l’illusione di una bellezza naturale unica ed appagante.
E’ vero, spesso la mente indaga, registra, giudica, cataloga, ma anche… si confonde!
Sezione di asfalto di una strada nel Parco del Delta del Po – Ro
50×75 stampa fotografica su vetro-asfalto da vedere e da toccare
Sezione di asfalto di una strada nel Parco del Delta del Po – Ro
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Sezione di asfalto di una strada nel Parco del Delta del Po – Ro
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Sezione di asfalto di una strada nel Parco del Delta del Po – Ro
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Sezione di asfalto di una strada nel Parco del Delta del Po – Ro
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Sezione di asfalto di una strada nel Parco del Delta del Po – Ro
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Sezione di asfalto di una strada nel Parco del Delta del Po – Ro
50×75 stampa fotografica su vetro-asfalto da vedere e da toccare
Sezione di asfalto di una strada nel Parco del Delta del Po – Ro
50×75 stampa fotografica su vetro-asfalto da vedere e da toccare
Sezione di asfalto di una strada nel Parco del Delta del Po – Ro
50×75 stampa fotografica su vetro-asfalto da vedere e da toccare
Sezione di asfalto di una strada nel Parco del Delta del Po – Ro
50×75 stampa fotografica su vetro-asfalto da vedere e da toccare
E’ curioso sapere che nel Parco del Delta del Po ci sono oltre 2000 km di strade asfaltate, ed è altrettanto curioso scoprire che nelle immagini fotografiche che lo riproducono esse scompaiono, non esistono, come inghiottite da una volontà comune di riprodurre un “delta” dalla natura incontaminata e selvaggia.
Ho analizzato questa stortura “in primis” su me stesso, ho indagato i miei pensieri, per scoprirvi ben presto uno schema semplice, probabilmente molto diffuso del comune pensare, che si può così esplicitare:
Naturale è buono.
Artificiale non è buono.
Ed in questo senso poco conta che la strada asfaltata ci serva ogni giorno per gli spostamenti, che sia indicatore di progresso, di sviluppo e comodità, l’asfalto artificiale non ha nulla a che spartire con un parco naturale.
Tutto molto semplice… semplice e divertente, soprattutto quando scopro che il Delta del Po ha una struttura completamente artificiale, basti pensare alle idrovore che ne regimentano le acque, agli argini che le contengono ed addirittura al Taglio di Porto Viro che nel 1604 ne deviò il corso per salvaguardare la laguna di Venezia dall’interrimento.
Ed allora siamo certi che la percezione che abbiamo di cose – oggetti – persone – situazioni, corrisponda alla loro reale essenza?
Il Delta del Po è naturale o artificiale?
L’Asfalto è cosa buona o cattiva?
DeltaPoRoad non vuole fornire risposte, ma, se possibile, mettere in guardia dalle frequenti (e non scontate) ambiguità del comune vivere.
Galleria completa
In questa sezione trovi anche le immagini delle strade del Delta del Po nel loro contesto paesaggistico

